Adozione Internazionale

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NEWS 1 GIUGNO 2010 - "Chi adotta un bambino non puo' fare discriminazioni in base all'etnia del piccolo: a stabilirlo e' la Cassazione. 'Il decreto di idoneita' all'adozione pronunciato dal tribunale dei minorenni - si legge nella sentenza - non puo' essere emesso sulla base di riferimenti all'etnia dei minori adottandi, ne' puo' contenere indicazioni relative a tale etnia"
fonte http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/adozioni-cassazione-coppia-non-puo-scegliere-etnia-bimbo/news-dettaglio/3788323

L'istituto dell'adozione ha il fine di assicurare ad ogni bambino il diritto ad avere una famiglia e non viceversa.
Fino al 1983, anno in cui fu riformata la legge sull'adozione internazionale, essa era regolata secondo la legge vigente negli stati di appartenenza dei bambini in stato di abbandono. Questo consentiva l'applicazione di regole a volte fin troppo permissive, con il conseguente rischio di abusi e problemi al momento dell'allineamento in Italia di un provvedimento adottivo emesso all'estero.
Il regolamento dell'adozione internazionale oggi fa riferimento alla legge n. 476 del 1998 con cui l'Italia ha aderito alla convenzione de L'Aja del 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.
Il principio cui si ispira la legge sull'adozione è quello della sussidiarietà: l'adozione internazionale è l'ultima strada da seguire, quando non sia stato possibile aiutare il bambino all'interno della sua famiglia e del suo paese d'origine. In quest'ottica, quindi, l'adozione internazionale rappresenta un modello di società civile improntato alla solidarietà per l'infanzia abbandonata a sé stessa, piaga dei paesi più poveri del mondo.

Percorso per adottare un minore straniero

1) DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITA'
Il primo passo da compiere per una coppia che intende procedere all'adozione internazionale, è la dichiarazione di disponibilità. Essa va presentata all'ufficio di cancelleria civile del Tribunale dei Minori competente al proprio territorio di residenza.
Insieme alla dichiarazione di disponibilità all'adozione, vanno presentati al Tribunale i seguenti documenti:

  • certificato di nascita dei coniugi
  • stato di famiglia
  • dichiarazione di assenso dei genitori dei coniugi o, in caso di decesso, certificato di morte
  • certificato del medico curante
  • mod. 101 o mod. 740 o busta paga
  • certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti
  • attestazione che tra i coniugi non sussiste separazione (attraverso atto notorio o dichiarazione sostitutiva)

Tenere presente, però, che i documenti necessari potrebbero variare nel tempo, quindi contattate sempre il Tribunale al quale intendete presentare la dichiarazione di idoneità.
I requisiti richiesti per l'adozione internazionale sono gli stessi richiesti per l'adozione nazionale e rispondono alla legge n. 184 del 1983.
A verificare l'esistenza dei requisiti saranno i servizi territoriali, cui il giudice minorile, entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione di disponibilità, trasmetterà la documentazione relativa alla coppia

2) VERIFICA DEI REQUISITI
In questa fase, i servizi degli Enti Localidevono accertare la presenza dei requisiti della coppia, valutarne le potenzialità genitoriali e raccogliere informazioni sulla situazione famigliare, personale e sociale dei coniugi. In definitiva, raccolgono quanti più elementi utili al tribunale dei Minori che in seguito alla relazione dei servizi degli Enti Locali, emetterà la dichiarazione di idoneità.
Questa fase ha inizio entro 4 mesi dall'invio della documentazione da parte del Tribunale per i Minorenni. E' una fase molto delicata, in cui spesso gli aspiranti genitori possono sentirsi sotto esame, giudicati e studiati. Tuttavia, si tratta di una fase fondamentale per comprenderne appieno le motivazioni che li spingono all'adozione e la loro idoneità all'accoglienza del bambino.

3) DECRETO DI IDONEITA'
Emanare il decreto di idoneità dei coniugi spetta al Tribunale dei Minori, che lo emette entro 2 mesi dalla ricezione della relazione dei servizi territoriali. Il giudice convoca i genitori e, sulla base della relazione stesa dai servizi territoriali, può: decretarne l'idoneità, disporre per ulteriori accertamenti o decretare l'assenza dei requisiti all'adozione.
Se viene decretata l'idoneità della coppia, il decreto viene inviato alla Commissione per le Adozioni Internazionali e all'ente autorizzato scelto dalla coppia.

4) LA RICERCA CON L'ENTE AUTORZZATO
I genitori devono rivolgersi ad un Ente Autorizzato a loro scelta entro un anno dal rilascio del decreto di idoneità.
La scelta dell'Ente determina anche la provenienza del bambino che si intende adottare: ogni ente, infatti, opera in determinate zone del mondo e non il altre. In questa fase, l'ente stesso organizza incontri che hanno lo scopo di informare i futuri genitori sul paese estero di competenza, affiancarli nel percorso verso l'adozione, prepararli insieme ad esperti e psicologi sul loro futuro ruolo.
L'Ente si occuperà di tutte le procedure da questo momento in poi, mediando tra la famiglia, il Tribunale per i Minorenni e l'autorità estera. E' perciò una figura fondamentale, la cui scelta è una tappa obbligata molto importante.

5) L'INCONTRO ALL'ESTERO
Una volta che le autorità competenti estere abbiano indicato all'ente autorizzato un bambino adottabile, l'ente convoca la coppia e con il suo assenso, organizza l'incontro tra i coniugi e il bambino.
I tempi per arrivare a questa fase non sono prevedibili, com'è facile intuire.
Questo è il momento più delicato dell'intero percorso, in cui l'ente si fa carico interamente degli aspetti tecnici dell'incontro (trasferimenti dei coniugi nel paese estero, incontro col bambino, trasferimento in Italia del minore…), nonché della procedura di adozione, qualora l'incontro si concluda positivamente sia da parte di genitori e bambino, sia da parte dell'autorità estera. In questo caso, l'ente trasmette gli atti e le relazioni del caso alla Commissione per le Adozioni Internazionali in Italia. Se invece, l'incontro non va a buon fine, l'ente informerà la Commissione sulle motivazioni per cui l'abbinamento genitori/bambino non è stato positivo.

6) RIENTRO IN ITALIA
L'ingresso in Italia per il bambino accompagnato dai nuovi genitori viene autorizzato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali dopo aver ricevuto dall'Ente autorizzato la documentazione sull'incontro all'estero e il consenso dei coniugi.

7) CONCLUSIONE
La procedura si conclude con l'ordine da parte del Tribunale per i Minorenni di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile. A questo punto, il minore viene a far parte a tutti gli effetti del nucleo famigliare, di cui assume il cognome, i diritti e i doveri di figlio legittimo. In più, essendo straniero, assume la cittadinanza italiana (anche se uno solo dei genitori è italiano).

Adozione all'estero di minori italiani

Si verifica nel caso di minori italiani adottati da genitori stranieri o di minori italiani adottati da genitori italiani residenti all'estero. In questi casi, che comunque sono piuttosto rari, vige la legge italiana, ma con alcune particolarità:

  • gli aspiranti genitori devono presentare domanda al console italiano del paese in cui si trovano
  • l'affidamento preadottivo è vigilato dal console italiano
  • il tribunale dei Minori cui spetta pronunziare l'adozione è quello del luogo in Italia in cui ha dimora il minore. In mancanza, è competente il tribunale di Roma

In alcuni casi particolari è il tribunale del paese estero a pronunciarsi sull'adozione, in questi casi il provvedimento può avere valore in Italia nei casi previsti dagli artt. 64 e 65 L. 218/95.

Approfondimenti

Indichiamo, di seguito, un piccolo elenco di testi pubblicati di recente sull'adozione internazionale: manuali scritti da esperti e storie di genitori che hanno affrontato questo lungo,
- "La memoria impossibile", di Emilia Marasco, Ed. TEA 2008
- "Aspettando Andrea - Storia di un bambino venuto da lontano", di Elena Poma, Ed. San Paolo 2008
- "L'Adozione Internazionale - 161 domande 160 risposte", Autori Vari, Ed. Ancora 2006
- "Adozione internazionale tra norma e cultura", di Centro italiano per l'adozione internazionale (cur.), Ed. Unicopli, 2006
- "Un figlio venuto da Lontano", di Guido Cattabeni, Edizioni San Paolo 2005
- "Figli cercasi. L'adozione internazionale: istituzioni, leggi, casi", di Melita Cavallo, Ed. Mondadori Bruno 2005
- "Un angelo venuto da Kathmandu. L'incontro con l'adozione", di Elena Sposito, Ed. Armando 2005
- "Adozione internazionale: genitori e figli tra estraneità e familiarità", di Lorenzini Stefania, Ed. Alberto Perdisa Editore 2004
- "Bambini di Carta ... Bambini di Carne", Autori Vari, Cifa Onlus
- "Genitori adottivi e figli del mondo. I vari aspetti dell'adozione internazionale", di Chicoine Jean-François, Germain Patricia, Lemieux Johanne, Ed. Centro Studi Erickson 2004
- "Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico. Adozione internazionale e inserimento scolastico", di Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio, Ed. Armando 2003